|
|
Anche nella più normale e più casta amicizia fra un uomo e una donna, anche nella conoscenza più fugace – un contatto di lavoro, un vedersi per strada, meno ancora – in ogni caso i corpi sono sempre là e restano in agguato, con le loro sottilissime accensioni, i loro brividi camuffati, i loro languori e i loro spasimi incontrollabili. Ma viceversa, anche nel rapporto sessuale più silenzioso e impersonale, più duro e più estremo – ad esempio nelle cadenze raggelate di un rituale porno –, l’anima non può non fare capolino a tratti, non fosse altro che in uno sguardo rapido o in un gemito trattenuto o in un gesto frettoloso e convulso (che parlerà anzi più espressivamente e persuasivamente di qualunque parola formulata a chiare lettere).
domenica, 18 ottobre 2009
Quella misteriosa capacità che hanno le cose, anche più piccole e trascurabili, di impregnarsi di elementi spirituali, giungendo ad acquistare per noi echi significativi e risonanze simboliche, fino quasi a parlarci, sia pure confusamente o per enigmi – come se la nostra anima, di tempo in tempo, avesse bisogno di uscire dall’astrattezza e, per riscoprire la specificità di un’emozione, il gusto preciso di un ricordo, l’intensità di un sentimento, dovesse appoggiarsi a dei minimi “oggetti” concreti: una fotografia, la pagina di un romanzo, un biglietto del treno – meno ancora: una sfumatura di colore, il fruscio del vento tra le foglie, lo sciacquio della risacca su una spiaggia di sera.
Si scrive, a volte, come sul ciglio di un abisso, per non farsi prendere dalle vertigini, per afferrarsi ad un appiglio, per non scivolare nel vuoto. Oppure, ed è lo stesso, per svegliarsi dal sonno, per aprire gli occhi, per rendersi conto davvero di esistere.
|
|
| |
|
Per chi mi vuol scrivere
tristano_ge @ yahoo.it
|
| |
|
Categorie
attualit letture poesie storie testi
|
|
Archivio
oggi
dicembre 2009
novembre 2009
ottobre 2009
settembre 2009
agosto 2009
luglio 2009
giugno 2009
maggio 2009
aprile 2009
marzo 2009
febbraio 2009
gennaio 2009
dicembre 2008
novembre 2008
ottobre 2008
settembre 2008
agosto 2008
luglio 2008
giugno 2008
maggio 2008
aprile 2008
marzo 2008
febbraio 2008
gennaio 2008
dicembre 2007
novembre 2007
ottobre 2007
settembre 2007
agosto 2007
luglio 2007
giugno 2007
maggio 2007
aprile 2007
marzo 2007
febbraio 2007
gennaio 2007
dicembre 2006
novembre 2006
ottobre 2006
settembre 2006
agosto 2006
luglio 2006
giugno 2006
maggio 2006
aprile 2006
marzo 2006
febbraio 2006
gennaio 2006
dicembre 2005
luglio 2005
giugno 2005
maggio 2005
aprile 2005
marzo 2005
febbraio 2005
gennaio 2005
dicembre 2004
novembre 2004
ottobre 2004
settembre 2004
agosto 2004
luglio 2004
giugno 2004
maggio 2004
aprile 2004
marzo 2004
febbraio 2004
gennaio 2004
dicembre 2003
novembre 2003
ottobre 2003
settembre 2003
agosto 2003
|
|
*loading* visite
|
|
Qualche citazione
"Se questi miei sentimenti nascano da malattia, non so: so che, malato o sano, calpesto la vigliaccheria degli uomini, rifiuto ogni consolazione e ogn'inganno puerile, ed ho il coraggio di sostenere la privazione di ogni speranza, mirare intrepidamente il deserto della vita, non dissimularmi nessuna parte dell'infelicità umana, ed accettare tutte le conseguenze di una filosofia dolorosa, ma vera" (Giacomo Leopardi, Dialogo di Tristano e di un amico).
"Tutto è male. Cioè tutto quello che è, è male; che ciascuna cosa esista è un male; ciascuna cosa esiste per fin di male; l'esistenza è un male e ordinata al male; il fine dell'universo è il male; l'ordine e lo stato, le leggi, l'andamento naturale dell'universo non sono altro che male, né diretti ad altro che al male. Non v'è altro bene che il non essere: non altro di buono che quel che non è; le cose che non son cose: tutte le cose sono cattive. Il tutto esistente; il complesso dei tanti mondi che esistono; l'universo; non è altro che un neo, un bruscolo in metafisica. L'esistenza, per sua natura ed essenza propria e generale, è un'imperfezione, un'irregolarità, una mostruosità. Ma questa imperfezione è una piccolissima cosa, un vero neo, perché tutti i mondi che esistono, per quanti e quanto grandi che essi sieno, non essendo però certamente infiniti né di numero né di grandezza, sono per conseguenza infinitamente piccoli a paragone di ciò che l'universo potrebbe essere se fosse infinito; e il tutto esistente è infinitamente piccolo a paragone della infinità vera, per dir così, del non esistente, del nulla" (Giacomo Leopardi).
"Confessò a se stesso di cercare il paradiso in terra e che era questo il motivo della sua depressione" (Peter Handke).
"Un'intelligenza acuta per distruggermi, e un potere di sogno desideroso di distrarmi... Una volontà morta e una riflessione che la culla come un figlio vivo..." (Bernardo Soares / Fernando Pessoa).
|
|
|
|
Qualche libro che ho appena letto
Antonio Tabucchi, Tristano muore (beh non si può dire che sia molto benaugurante per me, ma che farci? Tabucchi è un grande scrittore...)
Bruce Chatwin, Le vie dei canti
Iosif Brodskij, Dall'esilio
Eric-Emmanuel Schmitt, Milarepa
Cees Nooteboom, Il giorno dei morti
|
|
|
|
|
|
|
| |
| |
| |
|