TRACCE - La mia vita. I miei pensieri. Letteratura. Poesia.

 



giovedì, 30 luglio 2009
 

Questo senso di vergogna che la degenerazione della politica attuale finisce col provocare: come se la perversione dei nostri politici si riverberasse su di noi, ci contaminasse, ci sporcasse moralmente. Come se da incubo si trasformasse in una colpa.

postato da Tristano | 19:37 | commenti (6)


giovedì, 23 luglio 2009
 

«Non sono un santo». Ah, la sottile attenuazione, la deliziosa litote… Il nostro premier è davvero un autentico maestro nel servirsi delle arti della retorica.

postato da Tristano | 17:07 | commenti (2)


martedì, 21 luglio 2009
 

In una delle tante occasioni perdute del nostro passato, là, per un attimo, si aprì lo spiraglio giusto – avremmo potuto vedere. Ora, da sempre, già non è più possibile.

postato da Tristano | 13:43 | commenti


venerdì, 10 luglio 2009
 

“Ho scoperto – dice il protagonista di un romanzo di David Grossman – che tra me e te c’è un cordone ombelicale che fa male quando viene teso”. Forse l’amore, la percezione dell’amore, è precisamente questo dolore acuto che si prova quando il cordone ombelicale viene teso. E purtroppo, quando si è innamorati, il cordone ombelicale viene sempre teso, istante dopo istante.

(Fra parentesi il romanzo ha come titolo una stupenda espressione di Kafka: Che tu sia per me il coltello).

postato da Tristano | 12:04 | commenti (4)


giovedì, 02 luglio 2009
 

Ogni oggetto bello è opaco – nasconde. E gli occhi si affaticano a lungo e vanamente a percorrerne la superficie e a penetrarne gli interstizi, per cogliere anche solo qualche indizio che appena possa trapelarvi di ciò che è oltre, nascosto.

postato da Tristano | 22:50 | commenti (4)
 

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Qualche citazione

"Se questi miei sentimenti nascano da malattia, non so: so che, malato o sano, calpesto la vigliaccheria degli uomini, rifiuto ogni consolazione e ogn'inganno puerile, ed ho il coraggio di sostenere la privazione di ogni speranza, mirare intrepidamente il deserto della vita, non dissimularmi nessuna parte dell'infelicità umana, ed accettare tutte le conseguenze di una filosofia dolorosa, ma vera" (Giacomo Leopardi, Dialogo di Tristano e di un amico).

"Tutto è male. Cioè tutto quello che è, è male; che ciascuna cosa esista è un male; ciascuna cosa esiste per fin di male; l'esistenza è un male e ordinata al male; il fine dell'universo è il male; l'ordine e lo stato, le leggi, l'andamento naturale dell'universo non sono altro che male, né diretti ad altro che al male. Non v'è altro bene che il non essere: non altro di buono che quel che non è; le cose che non son cose: tutte le cose sono cattive. Il tutto esistente; il complesso dei tanti mondi che esistono; l'universo; non è altro che un neo, un bruscolo in metafisica. L'esistenza, per sua natura ed essenza propria e generale, è un'imperfezione, un'irregolarità, una mostruosità. Ma questa imperfezione è una piccolissima cosa, un vero neo, perché tutti i mondi che esistono, per quanti e quanto grandi che essi sieno, non essendo però certamente infiniti né di numero né di grandezza, sono per conseguenza infinitamente piccoli a paragone di ciò che l'universo potrebbe essere se fosse infinito; e il tutto esistente è infinitamente piccolo a paragone della infinità vera, per dir così, del non esistente, del nulla" (Giacomo Leopardi).

"Confessò a se stesso di cercare il paradiso in terra e che era questo il motivo della sua depressione" (Peter Handke).

"Un'intelligenza acuta per distruggermi, e un potere di sogno desideroso di distrarmi... Una volontà morta e una riflessione che la culla come un figlio vivo..." (Bernardo Soares / Fernando Pessoa).

 

Qualche libro che ho appena letto

Antonio Tabucchi, Tristano muore
(beh non si può dire che sia molto benaugurante per me, ma che farci? Tabucchi è un grande scrittore...)

Bruce Chatwin, Le vie dei canti

Iosif Brodskij, Dall'esilio

Eric-Emmanuel Schmitt, Milarepa

Cees Nooteboom, Il giorno dei morti

 

 


 
 
 
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