TRACCE - La mia vita. I miei pensieri. Letteratura. Poesia.

 



sabato, 28 febbraio 2009
 

"Che poi la vita sia bene per se medesima, aspetto che tu me lo provi, con ragioni o fisiche o metafisiche o di qualunque disciplina. Per me, dico che la vita felice, saria bene senza fallo; ma come felice, non come vita. La vita infelice, in quanto all’essere infelice, è male" (Giacomo Leopardi, Dialogo di un fisico e di un metafisico, Operette morali).

postato da Tristano | 13:21 | commenti (5)


sabato, 21 febbraio 2009
 

"Tu vas avoir quatre-vingt-deux ans. Tu as rapetissé de six centimètres, tu ne pèses que quarante-cinq kilos et tu es toujours belle, gracieuse et désirable. Cela fait cinquante-huit ans que nous vivons ensemble et je t'aime plus que jamais. Je porte de nouveau au creux de ma poitrine un vide dévorant que seule comble la chaleur de ton corps contre le mien".

"Tu stai per avere ottantadue anni. Ti sei rimpicciolita di sei centimetri, non pesi che quarantacinque chili e sei sempre bella, graziosa e desiderabile. Sono cinquantotto anni che noi viviamo insieme e io ti amo più che mai. Porto di nuovo nel vuoto del mio petto un vuoto divorante che solo sa riempire il calore del tuo corpo contro il mio".

È questo l’inizio di un libro di André Gorz, Lettre à D. Histoire d'un amour. Il brano è così delicato, così struggente, così bello e doloroso nell’originale francese, che quasi mi dispiace di averlo tradotto, di averlo guastato. Gorz scrisse il libro, dedicato alla moglie Dorine, nel 2006. L’anno successivo si sarebbe tolto la vita insieme a lei: aveva 84 anni, Dorine 83.

postato da Tristano | 00:25 | commenti (8)


lunedì, 09 febbraio 2009
 

Desideri che rinascono da ogni oblio, da ogni nebbia invernale, da ogni usura del tempo. La loro giovinezza cieca, testarda. La loro primavera febbrile. Di che altro potrebbe nutrirsi, se non di questo risorgere muto, la speranza?

postato da Tristano | 10:22 | commenti (5)


martedì, 03 febbraio 2009
 

Pietà per Eluana, che è morta 17 anni fa, di cui sopravvive soltanto il corpo e null’altro. Pietà per suo padre. Per i suoi famigliari, per i suoi amici. Lasciamo che la morte si prenda, come è naturale, anche il corpo di lei, questa sua estrema sopravvivenza vegetale. E lasciamo che il silenzio avvolga per sempre questa vicenda tristissima.

Che taccia, che taccia finalmente, la canea dei politici ipocriti e dei preti.

postato da Tristano | 17:05 | commenti (4)
 

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Qualche citazione

"Se questi miei sentimenti nascano da malattia, non so: so che, malato o sano, calpesto la vigliaccheria degli uomini, rifiuto ogni consolazione e ogn'inganno puerile, ed ho il coraggio di sostenere la privazione di ogni speranza, mirare intrepidamente il deserto della vita, non dissimularmi nessuna parte dell'infelicità umana, ed accettare tutte le conseguenze di una filosofia dolorosa, ma vera" (Giacomo Leopardi, Dialogo di Tristano e di un amico).

"Tutto è male. Cioè tutto quello che è, è male; che ciascuna cosa esista è un male; ciascuna cosa esiste per fin di male; l'esistenza è un male e ordinata al male; il fine dell'universo è il male; l'ordine e lo stato, le leggi, l'andamento naturale dell'universo non sono altro che male, né diretti ad altro che al male. Non v'è altro bene che il non essere: non altro di buono che quel che non è; le cose che non son cose: tutte le cose sono cattive. Il tutto esistente; il complesso dei tanti mondi che esistono; l'universo; non è altro che un neo, un bruscolo in metafisica. L'esistenza, per sua natura ed essenza propria e generale, è un'imperfezione, un'irregolarità, una mostruosità. Ma questa imperfezione è una piccolissima cosa, un vero neo, perché tutti i mondi che esistono, per quanti e quanto grandi che essi sieno, non essendo però certamente infiniti né di numero né di grandezza, sono per conseguenza infinitamente piccoli a paragone di ciò che l'universo potrebbe essere se fosse infinito; e il tutto esistente è infinitamente piccolo a paragone della infinità vera, per dir così, del non esistente, del nulla" (Giacomo Leopardi).

"Confessò a se stesso di cercare il paradiso in terra e che era questo il motivo della sua depressione" (Peter Handke).

"Un'intelligenza acuta per distruggermi, e un potere di sogno desideroso di distrarmi... Una volontà morta e una riflessione che la culla come un figlio vivo..." (Bernardo Soares / Fernando Pessoa).

 

Qualche libro che ho appena letto

Antonio Tabucchi, Tristano muore
(beh non si può dire che sia molto benaugurante per me, ma che farci? Tabucchi è un grande scrittore...)

Bruce Chatwin, Le vie dei canti

Iosif Brodskij, Dall'esilio

Eric-Emmanuel Schmitt, Milarepa

Cees Nooteboom, Il giorno dei morti

 

 


 
 
 
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