TRACCE - La mia vita. I miei pensieri. Letteratura. Poesia.

 



venerdì, 19 dicembre 2008
 

Nel desiderio sessuale, impercettibile, sottilissimo, questo senso dolce-amaro di un’inquieta nostalgia.

postato da Tristano | 10:14 | commenti (12)


lunedì, 08 dicembre 2008
 

“Gli aveva sempre dato fastidio la naturalezza con cui le donne occupavano un posto che sarebbe rimasto libero per altre se non ci fossero state loro” (Gregor von Rezzori).

postato da Tristano | 13:43 | commenti (5)


martedì, 02 dicembre 2008
 

"Un tempo, avendo spesso pensato con orrore che un giorno avrebbe cessato di amare Odette, egli s'era ripromesso di essere vigile e, appena sentisse che l'amore cominciava a lasciarlo, di aggrapparsi a lui, di trattenerlo. Ma ecco che all'affievolirsi dell'amore corrispondeva l'affievolirsi simultaneo del desiderio di restare innamorato" (Marcel Proust).

È che i nostri desideri sono sempre legati intimamente ad altri, ora più intensi ora meno, senza i quali non starebbero in piedi ma scivolerebbero a terra, come dei fiori senza sostegno (detto altrimenti: la nostra anima è tutta un intreccio di desideri, alcuni vivi, alcuni già appassiti, alcuni – e forse nemmeno ce ne rendiamo conto – morti da tempo).

postato da Tristano | 23:24 | commenti (3)
 

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Qualche citazione

"Se questi miei sentimenti nascano da malattia, non so: so che, malato o sano, calpesto la vigliaccheria degli uomini, rifiuto ogni consolazione e ogn'inganno puerile, ed ho il coraggio di sostenere la privazione di ogni speranza, mirare intrepidamente il deserto della vita, non dissimularmi nessuna parte dell'infelicità umana, ed accettare tutte le conseguenze di una filosofia dolorosa, ma vera" (Giacomo Leopardi, Dialogo di Tristano e di un amico).

"Tutto è male. Cioè tutto quello che è, è male; che ciascuna cosa esista è un male; ciascuna cosa esiste per fin di male; l'esistenza è un male e ordinata al male; il fine dell'universo è il male; l'ordine e lo stato, le leggi, l'andamento naturale dell'universo non sono altro che male, né diretti ad altro che al male. Non v'è altro bene che il non essere: non altro di buono che quel che non è; le cose che non son cose: tutte le cose sono cattive. Il tutto esistente; il complesso dei tanti mondi che esistono; l'universo; non è altro che un neo, un bruscolo in metafisica. L'esistenza, per sua natura ed essenza propria e generale, è un'imperfezione, un'irregolarità, una mostruosità. Ma questa imperfezione è una piccolissima cosa, un vero neo, perché tutti i mondi che esistono, per quanti e quanto grandi che essi sieno, non essendo però certamente infiniti né di numero né di grandezza, sono per conseguenza infinitamente piccoli a paragone di ciò che l'universo potrebbe essere se fosse infinito; e il tutto esistente è infinitamente piccolo a paragone della infinità vera, per dir così, del non esistente, del nulla" (Giacomo Leopardi).

"Confessò a se stesso di cercare il paradiso in terra e che era questo il motivo della sua depressione" (Peter Handke).

"Un'intelligenza acuta per distruggermi, e un potere di sogno desideroso di distrarmi... Una volontà morta e una riflessione che la culla come un figlio vivo..." (Bernardo Soares / Fernando Pessoa).

 

Qualche libro che ho appena letto

Antonio Tabucchi, Tristano muore
(beh non si può dire che sia molto benaugurante per me, ma che farci? Tabucchi è un grande scrittore...)

Bruce Chatwin, Le vie dei canti

Iosif Brodskij, Dall'esilio

Eric-Emmanuel Schmitt, Milarepa

Cees Nooteboom, Il giorno dei morti

 

 


 
 
 
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