TRACCE - La mia vita. I miei pensieri. Letteratura. Poesia.

 



giovedì, 21 febbraio 2008
 

Degli amori passati rimane alla fine così poco – qualche immagine sfocata di lei, il ricordo di un viaggio, un piccolo regalo, qualche foto – che ci si chiede se sia valsa davvero la pena di sconvolgere così melodrammaticamente la nostra vita: ha avuto un senso affannarsi tanto per un incontro, soffrire tanto per un abbandono? non sarebbe stato meglio, tutto sommato, non avere mai conosciuto quella donna o in ogni caso non avere neppure iniziato quella relazione? Ma alla fine si scrollano le spalle e ci si dice che tutto ciò che è successo non può che aver contribuito ad arricchire la nostra vita, non può che aver avuto un senso. Anche se, al fondo di noi stessi, quasi senza confessarcelo chiaramente, sappiamo che no, forse non è così, purtroppo…

postato da Tristano | 14:17 | commenti (15)


domenica, 17 febbraio 2008
 

Giovedi 17 febbraio 1600 - anno santo – Giordano Bruno viene condotto a Campo de’ Fiori con la lingua “in giova", cioè con una mordacchia che gli impedisce di parlare. Spogliato nudo e legato a un palo, gli viene messo davanti al volto un crocefisso, da cui ostentatamente distoglie lo sguardo. Poi, viene bruciato vivo.

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postato da Tristano | 14:10 | commenti (3)


giovedì, 07 febbraio 2008
 

A volte, di colpo, entro nel vuoto. Sono sempre io, ed ho coscienza di me stesso e del mondo. Vedo le persone e le luci dei negozi, le strade e le automobili, i palazzi e le chiese. Ma sono nel vuoto. È come se non ci fosse più nulla, in me e intorno a me. Respiro, ed è soltanto dell’aria che si muove nell’aria; alzo una mano, ed è un colore che scivola in un altro colore, uno spazio inerte che dà luogo ad uno spazio non meno inerte. Come se ogni cosa si lasciasse andare, dimenticasse di esistere, scivolasse in un imbuto di vetro senza confini. Potrei chiudere gli occhi od aprirli, e non cambierebbe nulla. Da ogni parte un silenzio immenso, che avvolge a poco a poco tutta la città, come quando nevica di notte. Il vuoto: una cavità bianca, un’apertura infinita, che inizia a risucchiare anche me, che mi scioglie e, piano piano, mi va cancellando, insieme ai miei pensieri, ai miei sogni, alle mie stesse angosce e paure.

Un'esperienza in realtà brevissima, che dura soltanto pochi secondi: ma è come se una intera vita fosse trascorsa, quando il mondo torna a riempirsi di nuovo di cose e di uomini e di luci; e io mi accorgo di essere in piedi, appoggiato ad un muro, appena stordito, e ancora colmo di un doloroso stupore.

postato da Tristano | 11:11 | commenti (6)


venerdì, 01 febbraio 2008
 

Se davvero – come ormai è certo – si andrà alle elezioni, ho deciso: per la prima volta in tanti anni voterò scheda bianca, o addirittura non voterò. Sono disgustato da questa situazione in cui l’unica alternativa alla tracotanza e alla volgarità della destra sarà il moderatismo clericale dei democratici e i vaniloqui della sinistra. Non voterò. Con la morte nel cuore. E della politica italiana, per il momento, non mi interesserò più.

postato da Tristano | 10:51 | commenti (9)
 

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Qualche citazione

"Se questi miei sentimenti nascano da malattia, non so: so che, malato o sano, calpesto la vigliaccheria degli uomini, rifiuto ogni consolazione e ogn'inganno puerile, ed ho il coraggio di sostenere la privazione di ogni speranza, mirare intrepidamente il deserto della vita, non dissimularmi nessuna parte dell'infelicità umana, ed accettare tutte le conseguenze di una filosofia dolorosa, ma vera" (Giacomo Leopardi, Dialogo di Tristano e di un amico).

"Tutto è male. Cioè tutto quello che è, è male; che ciascuna cosa esista è un male; ciascuna cosa esiste per fin di male; l'esistenza è un male e ordinata al male; il fine dell'universo è il male; l'ordine e lo stato, le leggi, l'andamento naturale dell'universo non sono altro che male, né diretti ad altro che al male. Non v'è altro bene che il non essere: non altro di buono che quel che non è; le cose che non son cose: tutte le cose sono cattive. Il tutto esistente; il complesso dei tanti mondi che esistono; l'universo; non è altro che un neo, un bruscolo in metafisica. L'esistenza, per sua natura ed essenza propria e generale, è un'imperfezione, un'irregolarità, una mostruosità. Ma questa imperfezione è una piccolissima cosa, un vero neo, perché tutti i mondi che esistono, per quanti e quanto grandi che essi sieno, non essendo però certamente infiniti né di numero né di grandezza, sono per conseguenza infinitamente piccoli a paragone di ciò che l'universo potrebbe essere se fosse infinito; e il tutto esistente è infinitamente piccolo a paragone della infinità vera, per dir così, del non esistente, del nulla" (Giacomo Leopardi).

"Confessò a se stesso di cercare il paradiso in terra e che era questo il motivo della sua depressione" (Peter Handke).

"Un'intelligenza acuta per distruggermi, e un potere di sogno desideroso di distrarmi... Una volontà morta e una riflessione che la culla come un figlio vivo..." (Bernardo Soares / Fernando Pessoa).

 

Qualche libro che ho appena letto

Antonio Tabucchi, Tristano muore
(beh non si può dire che sia molto benaugurante per me, ma che farci? Tabucchi è un grande scrittore...)

Bruce Chatwin, Le vie dei canti

Iosif Brodskij, Dall'esilio

Eric-Emmanuel Schmitt, Milarepa

Cees Nooteboom, Il giorno dei morti

 

 


 
 
 
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