TRACCE - La mia vita. I miei pensieri. Letteratura. Poesia.

 



giovedì, 29 novembre 2007
 

“Eppure, alla domanda: «Per chi scrive?» aveva spontaneamente risposto: «Per nessuno; per il silenzio, forse, che è sempre attesa di qualcuno»” (Edmond Jabès).

 

 

postato da Tristano | 16:42 | commenti (11)


lunedì, 26 novembre 2007
 

Un giorno il Diavolo pianse davanti a Dio, lamentandosi per la propria deformità. Dio, che era infinitamente buono, si commosse, e lo rese di colpo infinitamente bello e luminoso.

Un  giorno, di nuovo, il Diavolo pianse davanti a Dio e si lamentò per la propria ignoranza. Dio, che era infinitamente buono, si commosse come prima, e gli donò subito un'infinita sapienza.

Un giorno, ancora, il Diavolo pianse davanti a Dio: si lamentò, questa volta, della propria debolezza. Dio, che era e non cessava di essere infinitamente buono, si commosse di nuovo, e lo rese infinitamente potente.

Subito il Diavolo, allora, afferrò Dio con le proprie mani, ora infinitamente potenti, e lo scaraventò dal cielo sulla terra. Poi, sorridendo, si sedette sul trono più alto.

postato da Tristano | 09:58 | commenti (14)


giovedì, 22 novembre 2007
 

Alle soglie d’autunno

in un tramonto

muto

 

scopri l’onda del tempo

e la tua resa

segreta

 

come di ramo in ramo

leggero

un cader d’uccelli

che le ali non reggono più.

 

postato da Tristano | 11:09 | commenti (5)


lunedì, 19 novembre 2007
 

Se gli animali possedessero le parole, è probabile che non farebbero altro che giocarci – come dei poeti felici.

postato da Tristano | 10:15 | commenti (12)


venerdì, 16 novembre 2007
 

Forse Orfeo ha guardato Euridice senza davvero vederla. Non era neppure più una donna, per i suoi occhi, ma un’immagine sfocata ai margini del campo visivo, una sfumatura di grigio, una minima variazione di quel fondale neutro che doveva essere per lui, ed è per gli occhi di ogni uomo, la porta dell’Ade. Forse invece, al contrario, l’ha vista soltanto in quel momento, come mai prima l’aveva veduta, in quell’attimo preciso in cui i suoi occhi – con la medesima implausibilità della punta di una freccia che si conficchi nella punta di un’altra freccia volante in senso opposto – hanno incontrato d’un tratto gli occhi aperti di lei, e vi si sono fermati, come rappresi in un’estrema stupefazione. Ma era già – lui stesso ne aveva coscienza, ed anzi aveva coscienza di averne coscienza, in quell’istante che sembrava non doversi fermare per lui mai più – oramai troppo tardi.

postato da Tristano | 12:15 | commenti (14)


lunedì, 12 novembre 2007
 

“Vedo una parola che si avanza verso il mare. Non è la parola cielo, né la parola terra; non è neppure la parola sale o seme, ma la parola Niente, la parola Nulla.

E dico a me stesso che sale, seme, terra e cielo sono in questo vocabolo” (Edmond Jabès).

 

postato da Tristano | 10:35 | commenti (10)


venerdì, 09 novembre 2007
 

Molti malintesi nascono dal bisogno, in parte naturale ma in parte spesso malsano, di interpretare gli altri, come se ogni loro parola ed ogni loro gesto nascondessero, al di là del significato letterale, un sovrasenso che a sua volta ne celasse degli altri, e così via all’infinito. Inutile dire poi che questi significati “secondi” sono spesso ipotizzati dall’interprete perché corrispondenti precisamente ai suoi desideri: quello che gli inglesi indicano con un’espressione tanto efficace quanto intraducibile: wishful thinking, pensiero pieno di volontà, di desiderio.

Tempo fa un amico mi raccontava che la sua donna gli aveva confessato di non amarlo più; e mi ripeteva, angosciato: «Che cosa avrà voluto dire?».

postato da Tristano | 13:27 | commenti (16)


giovedì, 08 novembre 2007
 

Si amavano, oh come si amavano! Poi, a poco a poco, sono nati fra loro alcuni piccoli malintesi. Per fugarli hanno parlato così a lungo che ne hanno generato degli altri. Hanno discusso ancora più a lungo e i malintesi si sono accresciuti e si sono ingigantiti. Di nuovo altre parole, allora; e di nuovo inevitabilmente altri malintesi. Tanto che alla fine hanno scelto di tacere. Ma ognuno interpretava in modo diverso il silenzio dell’altro: anche il silenzio, in effetti, diventava fra loro un malinteso. Così, senza quasi rendersene conto, in ultimo si sono lasciati. E si può ben dire che anche questa separazione sia stata, fra loro, un ennesimo malinteso.

postato da Tristano | 12:16 | commenti (8)


lunedì, 05 novembre 2007
 

Ci sono poesie che si fanno da sé. Nascono e si sviluppano per conto loro; non dipendono da noi. Se credessimo a un dio della poesia, potremmo dire che solo da lui dipendano. Poi, certo, occorrerà ripulirle e riordinarle, raddrizzarle e rivestirle. E tale lavoro di correzione potrà durare a lungo: settimane, mesi, a volte anche anni. Così a lungo che saremo alla fine tentati di illuderci, attribuendo a noi la paternità di quelle parole e immagini e ritmi di cui invece non eravamo e non siamo affatto responsabili – perché provengono fuori da noi, da “luoghi” altri, da territori che non sono i nostri.

postato da Tristano | 13:38 | commenti (12)
 

Per chi mi vuol scrivere

tristano_ge @ yahoo.it

 

Categorie

attualit
letture
poesie
storie
testi

Archivio

oggi
dicembre 2009
novembre 2009
ottobre 2009
settembre 2009
agosto 2009
luglio 2009
giugno 2009
maggio 2009
aprile 2009
marzo 2009
febbraio 2009
gennaio 2009
dicembre 2008
novembre 2008
ottobre 2008
settembre 2008
agosto 2008
luglio 2008
giugno 2008
maggio 2008
aprile 2008
marzo 2008
febbraio 2008
gennaio 2008
dicembre 2007
novembre 2007
ottobre 2007
settembre 2007
agosto 2007
luglio 2007
giugno 2007
maggio 2007
aprile 2007
marzo 2007
febbraio 2007
gennaio 2007
dicembre 2006
novembre 2006
ottobre 2006
settembre 2006
agosto 2006
luglio 2006
giugno 2006
maggio 2006
aprile 2006
marzo 2006
febbraio 2006
gennaio 2006
dicembre 2005
luglio 2005
giugno 2005
maggio 2005
aprile 2005
marzo 2005
febbraio 2005
gennaio 2005
dicembre 2004
novembre 2004
ottobre 2004
settembre 2004
agosto 2004
luglio 2004
giugno 2004
maggio 2004
aprile 2004
marzo 2004
febbraio 2004
gennaio 2004
dicembre 2003
novembre 2003
ottobre 2003
settembre 2003
agosto 2003

*loading* visite

Qualche citazione

"Se questi miei sentimenti nascano da malattia, non so: so che, malato o sano, calpesto la vigliaccheria degli uomini, rifiuto ogni consolazione e ogn'inganno puerile, ed ho il coraggio di sostenere la privazione di ogni speranza, mirare intrepidamente il deserto della vita, non dissimularmi nessuna parte dell'infelicità umana, ed accettare tutte le conseguenze di una filosofia dolorosa, ma vera" (Giacomo Leopardi, Dialogo di Tristano e di un amico).

"Tutto è male. Cioè tutto quello che è, è male; che ciascuna cosa esista è un male; ciascuna cosa esiste per fin di male; l'esistenza è un male e ordinata al male; il fine dell'universo è il male; l'ordine e lo stato, le leggi, l'andamento naturale dell'universo non sono altro che male, né diretti ad altro che al male. Non v'è altro bene che il non essere: non altro di buono che quel che non è; le cose che non son cose: tutte le cose sono cattive. Il tutto esistente; il complesso dei tanti mondi che esistono; l'universo; non è altro che un neo, un bruscolo in metafisica. L'esistenza, per sua natura ed essenza propria e generale, è un'imperfezione, un'irregolarità, una mostruosità. Ma questa imperfezione è una piccolissima cosa, un vero neo, perché tutti i mondi che esistono, per quanti e quanto grandi che essi sieno, non essendo però certamente infiniti né di numero né di grandezza, sono per conseguenza infinitamente piccoli a paragone di ciò che l'universo potrebbe essere se fosse infinito; e il tutto esistente è infinitamente piccolo a paragone della infinità vera, per dir così, del non esistente, del nulla" (Giacomo Leopardi).

"Confessò a se stesso di cercare il paradiso in terra e che era questo il motivo della sua depressione" (Peter Handke).

"Un'intelligenza acuta per distruggermi, e un potere di sogno desideroso di distrarmi... Una volontà morta e una riflessione che la culla come un figlio vivo..." (Bernardo Soares / Fernando Pessoa).

 

Qualche libro che ho appena letto

Antonio Tabucchi, Tristano muore
(beh non si può dire che sia molto benaugurante per me, ma che farci? Tabucchi è un grande scrittore...)

Bruce Chatwin, Le vie dei canti

Iosif Brodskij, Dall'esilio

Eric-Emmanuel Schmitt, Milarepa

Cees Nooteboom, Il giorno dei morti

 

 


 
 
 
Designed by WHITELAB.IT

 

 

 

Berluscounter!