TRACCE - La mia vita. I miei pensieri. Letteratura. Poesia.

 



giovedì, 21 giugno 2007
 

Ma il sesso è una forma di amore? o altro, infinitamente altro? Ecco, io avvicino le mie dita alla pelle delle tue gambe nude, delle tue cosce. Le mie dita tremano. Sento i polpastrelli che bruciano d'una febbre invisibile. Vogliono toccarti, scivolare su di te, sprofondare in te... Che cos'è questo bisogno ansioso? E' un desiderio del corpo? Una vibrazione del cuore? E' amore? E' fisicità animale?

Le mie dita... le mie dita e la tua pelle...

postato da Tristano | 13:26 | commenti (9)


venerdì, 15 giugno 2007
 

“Primavera e suicidio sono per me due nozioni connesse. Il fatto è che la primavera rappresenta un’idea per la quale non sono maturo” (Cioran).

E io – mi chiedo – sono maturo per l’idea della primavera? Sì, forse sì – se lascio cadere le mie paure, i miei dubbi, la mia razionalità; se riesco ad essere nudo; se riesco a sorridere. Sì.

postato da Tristano | 09:52 | commenti (6)


lunedì, 11 giugno 2007
 

Quante diverse fedeltà ci sono? e quante infedeltà? Ecco una donna che è sempre stata fedele ai suoi sentimenti e alle sue emozioni: ha lasciato uomini che aveva amato appassionatamente, non appena finiva l’amore che provava per loro; ha fatto soffrire e ha molto sofferto lei stessa. Non ha alcun rimpianto, però: ed è pronta anche adesso a buttare tutto a mare per seguire l’uomo che le facesse nascere in cuore, domani, una nuova passione. Ecco invece una donna che è sempre stata fedele al marito: ha lasciato cadere occasioni, ha evitato incontri, ha eluso appuntamenti; nel suo cuore sono nati e subito deperiti desideri brucianti; sono evaporati affetti, sogni, brevi accenni d’amore. A volte si guarda indietro con un’amarezza di cui appena è consapevole. Dicono le sue amiche che sia invecchiata anzi tempo. Ecco un’altra donna: lei tradisce invece il marito, ma in certo modo, tuttavia, gli vuol bene, in certo modo, addirittura, lo rispetta; né vorrebbe mai farlo soffrire: per questo gli tiene nascosta la sua doppia vita e, quando è con lui, lo colma di attenzioni e di tenerezze – ed è assolutamente sincera nel farlo. Un’altra donna, infine: lei non tradisce il marito. Si stupirebbe addirittura se qualcuno avesse dei dubbi in proposito. Lei lo ama – come potrebbe mai anche solo pensare di tradirlo? Fa in modo di stare sempre con lui, fa in modo che lui stia sempre con lei. Poi – è inevitabile – si appoggia a lui se è irritata o depressa. E’ capace di arrabbiarsi se lui non le dedica sufficiente attenzione. Il fatto è che ha bisogno di lui: ormai, per lei, è diventata un’abitudine necessaria vederselo davanti.

Ed altre donne ci sono ancora. Ed altri uomini. Quante diverse fedeltà? Quante infedeltà?

postato da Tristano | 10:05 | commenti (13)


sabato, 09 giugno 2007
 

Dialoghetto teologico.

«Che tu dica di credere o di non credere in Dio, comunque parli di Lui, e quindi credi in Lui. È ateo soltanto chi non ne parla, chi non lo pensa, chi se ne è dimenticato».

«Tutto al contrario. Chi dice di credere o di non credere in Lui, ne parla come di un oggetto: e quindi non crede davvero in Lui. Soltanto chi tace, chi non ci pensa neppure, chi l’ha dimenticato, forse (forse) crede in Lui».

postato da Tristano | 10:21 | commenti (4)


mercoledì, 06 giugno 2007
 

Esistevamo solo tu ed io

in tutto l'universo. Adamo ed Eva

non erano più soli di noi due.

Tu mi guardavi. Io ti guardavo assorto.

Ogni altro volto era per me il tuo volto.

I silenzi notturni erano tuoi,

come la luce del meriggio e l'alba,

e le stagioni, e i cieli. Ogni risveglio

ci rivelava l'uno all'altro, inermi.

postato da Tristano | 09:47 | commenti (6)
 

Per chi mi vuol scrivere

tristano_ge @ yahoo.it

 

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Qualche citazione

"Se questi miei sentimenti nascano da malattia, non so: so che, malato o sano, calpesto la vigliaccheria degli uomini, rifiuto ogni consolazione e ogn'inganno puerile, ed ho il coraggio di sostenere la privazione di ogni speranza, mirare intrepidamente il deserto della vita, non dissimularmi nessuna parte dell'infelicità umana, ed accettare tutte le conseguenze di una filosofia dolorosa, ma vera" (Giacomo Leopardi, Dialogo di Tristano e di un amico).

"Tutto è male. Cioè tutto quello che è, è male; che ciascuna cosa esista è un male; ciascuna cosa esiste per fin di male; l'esistenza è un male e ordinata al male; il fine dell'universo è il male; l'ordine e lo stato, le leggi, l'andamento naturale dell'universo non sono altro che male, né diretti ad altro che al male. Non v'è altro bene che il non essere: non altro di buono che quel che non è; le cose che non son cose: tutte le cose sono cattive. Il tutto esistente; il complesso dei tanti mondi che esistono; l'universo; non è altro che un neo, un bruscolo in metafisica. L'esistenza, per sua natura ed essenza propria e generale, è un'imperfezione, un'irregolarità, una mostruosità. Ma questa imperfezione è una piccolissima cosa, un vero neo, perché tutti i mondi che esistono, per quanti e quanto grandi che essi sieno, non essendo però certamente infiniti né di numero né di grandezza, sono per conseguenza infinitamente piccoli a paragone di ciò che l'universo potrebbe essere se fosse infinito; e il tutto esistente è infinitamente piccolo a paragone della infinità vera, per dir così, del non esistente, del nulla" (Giacomo Leopardi).

"Confessò a se stesso di cercare il paradiso in terra e che era questo il motivo della sua depressione" (Peter Handke).

"Un'intelligenza acuta per distruggermi, e un potere di sogno desideroso di distrarmi... Una volontà morta e una riflessione che la culla come un figlio vivo..." (Bernardo Soares / Fernando Pessoa).

 

Qualche libro che ho appena letto

Antonio Tabucchi, Tristano muore
(beh non si può dire che sia molto benaugurante per me, ma che farci? Tabucchi è un grande scrittore...)

Bruce Chatwin, Le vie dei canti

Iosif Brodskij, Dall'esilio

Eric-Emmanuel Schmitt, Milarepa

Cees Nooteboom, Il giorno dei morti

 

 


 
 
 
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