|
|
mercoledì, 30 maggio 2007
A seconda dei periodi, i sogni cambiano colore. Quelli che sognavo anni fa erano diversi da quelli di oggi come un quadro di Cézanne è diverso da uno di Chagall. Ma come definirne le sfumature, le tonalità, le consistenze? I sogni che ho sognato questa notte, ad esempio, in quali tinte misteriose, così struggenti, così delicate e morbide, mi si sono presentati? e in quali torbide estenuazioni cromatiche si sono sciolti alla fine?
In una sua poesia Giovanni Giudici chiama la donna amata: “Infata infante cosa-di-parola”. Un endecasillabo stupendo. Me ne sono appropriato; ed ora lo ripeto ad occhi chiusi, come se lo avessi creato io.
Trovo in una lettera del 1971 di Goffredo Parise a Raffaele La Capria queste parole: “sono felice come dovessi morire tra poco”. Mi paiono stupende. Dicono qualcosa che ho provato alcune volte nella mia vita, ma cui non ho mai saputo dare espressione. È la formulazione giusta di un’emozione rarissima: quello stato di pienezza e di compiutezza esistenziale che si vive come se, un attimo dopo, appunto, si dovesse morire. Chiamiamola pure con il suo nome. Felicità.
mercoledì, 16 maggio 2007
Vive come se sognasse ad occhi aperti: non nel senso che la realtà non dia effetti su di lui, poiché ne trae emozioni e paure e desideri e inquietudini e veri e propri terrori, come avviene ad ognuno di noi quando sogniamo; ma nel senso che al fondo della sua coscienza, sia pure oscuramente, lui sa che la realtà non ha peso né sostanza ed è soltanto un’illusione, che in qualunque momento potrebbe sciogliersi come nebbia al sole.
Incapace di distinguere fra un’emozione profonda ed una più superficiale, scambia una semplice infatuazione per l’amore della sua vita, una smania sessuale per una passione, un capriccio erotico per un desiderio dell’anima. È un analfabeta dei sentimenti.
|
|
| |
|
Per chi mi vuol scrivere
tristano_ge @ yahoo.it
|
| |
|
Categorie
attualit letture poesie storie testi
|
|
Archivio
oggi
dicembre 2009
novembre 2009
ottobre 2009
settembre 2009
agosto 2009
luglio 2009
giugno 2009
maggio 2009
aprile 2009
marzo 2009
febbraio 2009
gennaio 2009
dicembre 2008
novembre 2008
ottobre 2008
settembre 2008
agosto 2008
luglio 2008
giugno 2008
maggio 2008
aprile 2008
marzo 2008
febbraio 2008
gennaio 2008
dicembre 2007
novembre 2007
ottobre 2007
settembre 2007
agosto 2007
luglio 2007
giugno 2007
maggio 2007
aprile 2007
marzo 2007
febbraio 2007
gennaio 2007
dicembre 2006
novembre 2006
ottobre 2006
settembre 2006
agosto 2006
luglio 2006
giugno 2006
maggio 2006
aprile 2006
marzo 2006
febbraio 2006
gennaio 2006
dicembre 2005
luglio 2005
giugno 2005
maggio 2005
aprile 2005
marzo 2005
febbraio 2005
gennaio 2005
dicembre 2004
novembre 2004
ottobre 2004
settembre 2004
agosto 2004
luglio 2004
giugno 2004
maggio 2004
aprile 2004
marzo 2004
febbraio 2004
gennaio 2004
dicembre 2003
novembre 2003
ottobre 2003
settembre 2003
agosto 2003
|
|
*loading* visite
|
|
Qualche citazione
"Se questi miei sentimenti nascano da malattia, non so: so che, malato o sano, calpesto la vigliaccheria degli uomini, rifiuto ogni consolazione e ogn'inganno puerile, ed ho il coraggio di sostenere la privazione di ogni speranza, mirare intrepidamente il deserto della vita, non dissimularmi nessuna parte dell'infelicità umana, ed accettare tutte le conseguenze di una filosofia dolorosa, ma vera" (Giacomo Leopardi, Dialogo di Tristano e di un amico).
"Tutto è male. Cioè tutto quello che è, è male; che ciascuna cosa esista è un male; ciascuna cosa esiste per fin di male; l'esistenza è un male e ordinata al male; il fine dell'universo è il male; l'ordine e lo stato, le leggi, l'andamento naturale dell'universo non sono altro che male, né diretti ad altro che al male. Non v'è altro bene che il non essere: non altro di buono che quel che non è; le cose che non son cose: tutte le cose sono cattive. Il tutto esistente; il complesso dei tanti mondi che esistono; l'universo; non è altro che un neo, un bruscolo in metafisica. L'esistenza, per sua natura ed essenza propria e generale, è un'imperfezione, un'irregolarità, una mostruosità. Ma questa imperfezione è una piccolissima cosa, un vero neo, perché tutti i mondi che esistono, per quanti e quanto grandi che essi sieno, non essendo però certamente infiniti né di numero né di grandezza, sono per conseguenza infinitamente piccoli a paragone di ciò che l'universo potrebbe essere se fosse infinito; e il tutto esistente è infinitamente piccolo a paragone della infinità vera, per dir così, del non esistente, del nulla" (Giacomo Leopardi).
"Confessò a se stesso di cercare il paradiso in terra e che era questo il motivo della sua depressione" (Peter Handke).
"Un'intelligenza acuta per distruggermi, e un potere di sogno desideroso di distrarmi... Una volontà morta e una riflessione che la culla come un figlio vivo..." (Bernardo Soares / Fernando Pessoa).
|
|
|
|
Qualche libro che ho appena letto
Antonio Tabucchi, Tristano muore (beh non si può dire che sia molto benaugurante per me, ma che farci? Tabucchi è un grande scrittore...)
Bruce Chatwin, Le vie dei canti
Iosif Brodskij, Dall'esilio
Eric-Emmanuel Schmitt, Milarepa
Cees Nooteboom, Il giorno dei morti
|
|
|
|
|
|
|
| |
| |
| |
|